Scudetto IbizaOra che la Spagna si è aggiudicata, meritatamente, l’Europeo, vi racconto come ho vissuto il mio scudetto.
Stanco ed esasperato dalle continue polemiche e veleni, orchestrati per lo più da organi d’informazione romani alleati con alcuni editorialisti filo-juventini, al culmine di una vicenda dai contorni diffamatori come quella dei rapporti fra il pregiudicato Brescia e l’allora (sigh!!!… ne parlo già al passato) allenatore dell’Inter Mancini, sono scappato ad Ibiza.
Partenza Domenica Mattina, 18 Maggio 2008, alle 2.30 per Malpensa, tempo da lupi, volo previsto alle 7.30, arrivo nell’isola spagnola alle 10, destinazione Blu Club Augusta, luogo dov’ero stato 5 anni prima, e dove mi ero divertito tantissimo.
Un autobus ci accompagna in località “Es Canar”, in zona “Sant’Eulalia” nella parte est dell’isola e alle 11.30 ci accolgono con la loro consueta cortesia, gli animatori.
Due di loro, prima di salire in camera, ci fanno una proposta indecente: “Ragazzi, oggi al Bar Paco, a 100 metri da qui, fanno vedere Parma-Inter, l’appuntamento è nella hall alle 14.45!!”.
“Ma Porc…”, esclamazione di cui vi risparmio il finale, ero venuto in vacanza con l’intenzione di isolarmi dalla gran caciara e dalla sinfonia di tromboni televisivi italiani che avrebbero pontificato sul nuovo 5 maggio interista, e adesso mi tocca sorbirmi il finale, con il rischio di rovinarmi l’intero soggiorno?
Vabbe’, o la va o la spacca, accettiamo la proposta dei due animatori, che scopro essere due curvaioli, uno del “Gruppo Brusco”, l’altro della “Brianza”, e andiamo da Paco.
Ore 15, con mia somma sorpresa, ci ritroviamo in 60, quasi tutti interisti, la partita viene diffusa dal canale “LA 2″, secondo canale televisivo nazionale spagnolo, che è un pò come dire che RAI2 trasmette Real-Barcellona della Liga.
I primi minuti sono un dramma, Segna Vucinic per la Roma, a Parma sotto una pioggia battente, alcuni asini in maglia nerazzurra faticano, capeggiati da un Cesar osceno e salvati da uno Julio Cesar strepitoso.
Fine primo tempo, Paco, il proprietario ci domanda “Quiereis tomar algo?”, insomma “volete qualcosa da bere?”
Solo io e altri due con la coscienza un pò meno sporca degli altri 57 “portoghesi” giunti da Milano a scroccare un match in televisione, ordiniamo 3 analcolici, mentre un signore anziano con evidenti problemi alla trachea, vedendomi demoralizzato e utilizzando le sue ultime energie vocali, riesce a dirmi: “Aeo enaa Zatan e viiamo..”, che tradotto suona più o meno così: “Adesso entra Zlatan e vinciamo”.
Detto, fatto, “IL GENIO” irrompe al 60′ e ribalta il destino di questo campionato.
Assist di Deki e rasoiata a fil di palo, 1-0, il Bar Paco esplode, poi soffre per un presunto rigore e per un colpo di testa mancato di un niente da Lucarelli, finchè Maicon pennella una palla di cannone per Ibra, che carica, spara e giubila per la seconda volta Pavarini.
2-0, si soffre ancora, qualcuno intuisce, dal commento in spagnolo, che la Roma si è fatta raggiungere dal Catania, è fatta, sono 16, la strage dei “gufi” è compiuta ed io mi posso godere la mia settimana di ferie, pensando al fegato di Vocalelli.
Graçias España! Graçias Paco!