“Amaro” far nulla…

Esiste una sorta di limite della tolleranza che si esplica nella volontà di gesti folli quali prendere a testate, letteralmente, i muri.
E più il tuo stato d’animo è insofferente, più cresce quest’assurda voglia di sfogo, quasi che fosse un gesto liberatorio di un fastidio che sai che, comunque, è quotidiano,
La cosa più assurda è che le provi tutte per cercare di scacciare la frustrazione di un momento professionale, particolarmente, buio, magari cercando di concentrare la tua attenzione su un buon libro, su un articolo di giornale, su un particolare programma informatico.
Ma niente da fare, quando il tuo lavoro, Sabati compresi, consiste nell’attendere che qualcuno abbia bisogno della tua professionalità nell’ufficio periferico più sperduto della tua zona, non puoi far altro che attendere, nervosamente, che arrivi l’ora di tornare a casa, perchè sai benissimo che di te non avranno bisogno, se non per piccoli e semplici interventi limitati nel tempo.
Esistono lavoratori che sono impermeabili a tutto, sarebbero capaci di stare a far niente per 24 ore al giorno.
Io no, non ce la faccio, la mia giornata lavorativa dev’essere piena, stare con le mani in mano non è nel mio DNA.
E so benissimo che sotto la finta parvenza di rassicuratore con la quale vuol farmi credere che non c’è nulla di personale avverso la mia situazione lavorativa, anzi che mi si vuole mettere in una situazione “più tranquilla”, qualcuno sopra di me gode tantissimo.