Un calcio a “Cialtronia”

Stadio di CataniaL’occasione è quella giusta, anche se, come sempre, in questa specie di enorme baraccopoli a forma di stivale, da me soprannominata “Cialtronia”, a pagare il prezzo sono una donna e tre bambini privati per sempre del loro affetto più grande, ossia un marito e padre.
Finalmente ci si è resi conto che la curva, una volta luogo di svago totale, prosecuzione ideale del “far casino” discotecaro del Sabato sera e dove il massimo della trasgressione era quella di ricordare all’arbitro di essere lontano parente di un cervo, è diventata il pretesto per eludere la legalità , con ragazzini assurti a “capetti” del tifo organizzato che, con metodi molto totalitaristi, dovevano spronarti ad intonare cori offensivi o ad inveire contro l’avversario o il tutore dell’ordine.
Non si è mai andati allo partita con l’intento di colpire chi difende l’ordine pubblico, si è cominciato a capire questo fatto nel momento in cui, entrando allo stadio, i poliziotti perquisivano ogni spettatore come se fosse un comune delinquente.
Ma ovviamente certe “finezze” le capiscono solo i privati cittadini, i politici di “Cialtronia” si limitano a legiferare sul nulla, pensando che mettere “tornelli” vicino agli stadi o fare operazioni di “prefiltraggio” sia un metodo efficace per isolare i violenti.
E allora perchè non farlo all’ingresso di teatri, cinema e fiere o nei congressi di AN, DS o Forza Italia, dove il pericolo di agitatori estremisti è sempre in agguato?
Lo stadio dev’essere un luogo aperto al pubblico, non un luogo pubblico, con “stweard” privati sistemati in tutte le posizioni, con la funzione di controllo degl spettatori, e, al massimo, una decina di poliziotti che abbiano la libertà  di poter arrestare coloro che vengano individuati dagli stweard come autori di episodi violenti.
Ma per fare questo, è necessario vietare la costituzione di GRUPPI ULTRAS e sciogliere per legge quelli esistenti oltre a punire striscioni e cori offensivi.
Solo cosଠdaremo, finalmente, l’impressione di poter diventare un paese serio, ed assestare, finalmente, un primo e importante calcio a “Cialtronia”.

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