Lettera aperta al Ministro della Giustizia Sen. Clemente Mastella

MastellaIllustre Ministro,

Le scrivo da cittadino e da lavoratore, per dimostrarle la mia preoccupazione circa i tagli che affliggono i bilanci del ministero da Lei presieduto.
Io sono un assistente sistemista presso il Palazzo di Giustizia di Alessandria e poi di Vercelli e, date le vicissitudini contingenti (economiche, contrattuali ecc..) dal 02/11/2006 sarò messo in cassa integrazione dalla mia azienda. Come me tutti i circa 1200 informatici dell’assistenza esterna in tutt’Italia.
Certo fino a qui questa mia lettera Le può apparire come un appello per la salvaguardia del mio posto di lavoro, e non nego che lo sia, ma La prego di considerare l’importanza fondamentale delle nostre figure all’interno degli Uffici Giudiziari:
Ci curiamo del corretto funzionamento dei sistemi informatici, provvediamo all’aggiornamento degli applicativi, eseguiamo manutenzioni correttive sugli archivi, indispensabili dato che ad inserire i dati sono umani e come tali soggetti all’errore, spesso fungiamo da tramite con gli sviluppatori dei vari applicativi per segnalare l’esigenza di interventi integrativi sui programmi in uso, affinchè meglio rappresentino l’iter procedurale, non di rado eseguiamo, sebbene ecceda dalle nostre mansioni, interventi sull’hardware, sempre più obsoleto ed inefficace.
Chiaramente il nostro quotidiano ci vede impegnati in svariate altre attività che non sto qui a citarLe.
Ora, il Ministero si è dato obiettivi ambiziosi: “Processo informatico”, “polisweb”, capillare informatizzazione, ma come sono perseguibili questi obiettivi se all’interno dei singoli Uffici Giudiziari manca la garanzia che negli archivi vi siano dati veritieri, scevri da errori di inserimento?
Come si potrà garantire che gli operatori annotino i provvedimenti dei magistrati quando, data una modifica procedurale, nessuno installerà tali aggiornamenti sui sistemi?
Confidando nel Suo interesse verso la questione in oggetto, La prego di voler intervenire con solerzia per sanare una questione che non solo rischia di mettere in ginocchio circa 1200 famiglie, ma l’intero apparato della giustizia italiana.
La ringrazio per l’attenzione

Fausto Mamberti

2 Responses to Lettera aperta al Ministro della Giustizia Sen. Clemente Mastella

  • Roberto Santi scrive:

    Onorevole Mastella,

    Le chiedo perdono se trovo l’ardire di scriverle come voce fuori dal coro unanime di coloro che, appoggiando le lamentele della Procura della mia Città, le solleciteranno un intervento per potenziare gli uffici giudiziari “allo sbando” per carenze di vario tipo.
    Le scrivo per conto di numerosissimi Cittadini ai quali, pur non avendo la temerarietà di dichiararlo apertamente, non sta per nulla a cuore la Giustizia in questo Paese.
    Sono maggioranza, mi creda… Sarebbe un pessimo affare elettorale un suo intervento teso a far funzionare la Giustizia.
    Oddio, in tempi di “tolleranza zero” e di roboanti “battaglie per la legalità” che nel tripudio di dichiarazioni moraleggianti e di contrite battute al petto etico si propongono il non esaltante obiettivo di togliersi dai semafori (si chiamano così???) i lavavetri, occorre mettersi d’accordo.
    Sa, coloro che oggi io mi permetto di rappresentare sono i tantissimi terrorizzati dall’idea che si possa arrivare veramente ad un Paese a “tolleranza zero”.
    Perché si comincia con i lavavetri e non si sa dove si va a finire. Metti che arriva quello che si mette in testa di arrestare i ladri, tutti… non solo quelli di merendine, ma anche quelli che gonfiano i costi dei lavori pubblici per portare soldi a se stessi e al proprio Partito, e da lì i corrotti e poi i corruttori, e poi chi evade le tasse, e poi chi assume dirigenti senza titoli o solo per fare un favore e certifica falsi invalidi. E magari poi si arriva a chi pretende di limare veramente i costi della politica e prima o poi ti nasce anche un Partito con l’idea di riproporre la “questione morale”, fortunatamente sepolta definitivamente nel corso degli ultimi trent’anni con la salma di Berlinguer (Enrico, voglio dire).
    Insomma non vorremmo che di zero in zero in fatto di tolleranza si arrivasse prima o poi alla balzana idea, finora fortunatamente nella testa di pochi esagitati ben contenibili e controllabili, di un Paese dove l’illegalità non paghi più… Il disastro! Magari ci troviamo anche la Gabanelli a dirigere il TG1 e il Gabibbo Canale 5… E le Jene a formare la Giunta di una qualche grande Città…

    Suvvia, Onorevole Ministro: Lei ha senz’altro letto il bel libro di Davide Giacalone “Malagiustizia”, pubblicato da “Libero” con la prefazione di Vittorio Feltri e Renato Brunetta. Si consigli con loro. Dicono che siamo il Paese al Mondo che nella Giustizia investe più denari. Non è vero che mancano i soldi. E’ da vedere come si spendono… (non mi prenda alla lettera, la prego).
    Lasci quindi perdere. Non potenzi nessun ufficio giudiziario. Non ci conviene: soldi buttati…

    Un deferente saluto.

    Sestri Levante, 10 settembre 2007
    Roberto Santi