Addio ad un gentiluomo

Giacinto Facchetti“Caro Cipe, non sono riuscito a dirti quello che volevo….”, cominica cosଠl’estremo saluto del Presidente Moratti a Giancinto Facchetti, oramai ex-Presidente dell’Inter, 18 anni di emerita e felice carriera nell’Inter e nella Nazionale, simbolo di un calcio epico sepolto dalle vergogne di “Calciopoli” e del calcio business, che ha produto storture inaccettabili.
Un commiato diverso da altri, Moratti avrebbe voluto avere più tempo per potersi scusare dei contrasti e delle incomprensioni avute con lui durante più di due lustri di collaborazione, “caso Zaccheroni-Mancni” compreso.
Facchetti era un gentiluomo, ma d’altri tempi, inutile raccontare la vita di chi non ha mai potuto vederlo sennò nelle immagini d’epoca o nelle sue presenze come Massimo Dirigente della squadra nerazzurra.
Le poche cose che ho potuto intuire di lui e della sua persona, sono l’estrema cortesia e la serenità  d’animo, mantenuti anche nei momenti più aspri, persino quando criticava Moggi e il sistema malato.
Per questo si trova difficoltà  a parlarne male, anche i giudizi più avversi rigurado decisioni non condivisibili vengono stemperati dal ricordo di una figura mai schiva, ma che con grande riservatezza non ci aveva mai voluto far “pesare” nulla, nemmeno il suo male e il suo trapasso.
Si è proprio vero, Caro Giacinto, hai onorato l’Inter e tutti noi.
Ciao, calciatore gentiluomo.

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