Archivi del mese: febbraio 2013

Quel curioso paese chiamato India

Divieto di informatica nella giustiziaDev’essere un paese proprio strano l’India. Prima arrestano due marò perchè hanno sparato ad un uomo scambiandolo per un pirata, pretendendo di giudicarli per omicidio, poi negano all’azienda “dall’asset straordinario” l’acquisto dei loro elicotteri, solo perchè il loro amministratore delegato è stato arrestato causa tangenti o come le chiama qualcuno “commissioni”.
Questo paese che manda le vacche in giro, invece di tenerle chiuse in qualche villa, ha un senso della moralità molto basso se non accetta compromessi, se la sua filosofia è non entrare nel malaffare dell’economia mondiale.
Se a Calcutta sapessero che una delle aziende del gruppo cui hanno rifiutato degli elicotteri, controllerà i computer dei magistrati da remoto, pur essendo imputata per una storia di sovrafatturazione basato sugli appalti provenienti da Enav, inorridirebbero per la propria bassezza ed incapacità di gonfiare i prezzi a loro vantaggio.
Invece noi abbiamo un Ministero della Giustizia che vigila sugli appalti che concede i servizi informatici ad aziende affidabili che le “commisioni” le pagano regolarmente, che spiamo ed intercettano persone per il loro bene, che decurtano lo stipendio dei dipendenti, ma perchè amministrino responsabilmente i loro soldi.
E poco importa che per tentare di insabbiare l’inchiesta, questo gentiluomo, ora nelle patrie galere in attesa dello sviluppo delle indagini, abbia tentato, sfruttando chissà quali conoscenze, di far spostare il PM che indagava, approfittando dell’appoggio e dell’autorevolezza di giudici in pensione, l’importante è che in Via Arenula tutto questo passi in cavalleria, che siano sempre i soliti a giocare con le nostre finanze, che i servizi erogati grazie a queste “commisioni” devono penalizzare solo i lavoratori che prestano la loro opera perchè funzionino, ai manager, anzi agli imprenditori, anzi ai prenditori di “commisioni”, il merito. Ma si sa in India preferiscono le vacche sacre e magre, qui profane e molto grasse.