Archivi del mese: gennaio 2013

Chi più spende più querela

Non so se ci avete fatto mai caso, ma ogni tentativo da parte di un qualunque cittadino di contrastare il potere viene frustrato da intimidazioni da parte di chi si sente toccato, talvolta sottoforma di querela, altre sottoforma di reprimenda bollata come atto di una persona incivile ai margini della società.
Così verificare se un avvocato ha operato bene, se un giornalista ha scritto la verità, se il datore di lavoro sta rispettando i diritti più elemantari, se un medico si prende cura del malato, o se un politico fa i suoi interessi invece che quello della comunità, si trasforma in una minaccia per l’inerte cittadino che percepisce un’ingiustizia.
Quasi sempre la querela si presenta sottoforma di una presunta “condotta lesiva dell’onorabilità” della persona danneggiata, tanto la legge italiana dice che l’onere della prova è a carico del diffamatore, quindi è compito tuo fornire spiegazioni. Molto spesso è difficile riuscire a scardinare il sistema intimidatorio che si scatena non appena scatta la mannaia del potente, anche se la prova c’è e magari è anche inconfutabile o inattaccabile. Infatti, La cosa che, purtroppo, è attaccabile è il tuo conto in banca. Un avvocato, solo per una lettera di scuse, prende 500 euro, figuriamoci per una transazione con un collega che difende la presunta parte lesa, ma che con il tuo legale ci va, magari, a pranzo tutti i giorni. E’, infatti, dimostrato che la maggior parte di queste cause penali finisce, quasi sempre, con una remissione di querela. E tu per per paura di perdere il lavoro, per timore di avere il “casellario sporcato” e di cadere nell’oblio della società danneggiando anche i tuoi cari, devi chinare il capo.
L’atto di “lesa maestà”, infatti, può avere conseguenze molto nefaste per la tua persona, il rischio è sempre dietro l’angolo, questi mestieranti della querela, fossero professionisti onesti, invece di farti inseguire da un legale, proverebbero a spiegare la loro posizione, il perchè di alcune loro azioni, dimostrando trasparenza verso l’opinione pubblica ed invece, proprio, perchè l’onere spetta a te e, spesso, non sei nelle condizioni economiche di poter portare avanti una battaglia e tutto si ferma, maledettamente, prima.

Per questo la prossima riforma della giustizia dovrà tutelare chi vede lesi i propri diritti di persona comune, di lavoratore o comunque di elemento parte integrante della società. Sospendere l’obbligatorietà dell’azione penale se la sproporzione tra cittadino e casta è palese, è il primo passo di una riforma della giustizia che garantisca, veramente, parità di trattamento. Altrimenti chi potrà permettersi di pagare bene un avvocato vincerà sempre anche se ha torto e, chi ha fame di informazione la verità fino in fondo non la saprà mai.