Archivio di gennaio 2010

Riflessi condizionati…


No Telecom

L’esilerante Fabrizio Cicchitto si confonde, ai microfoni di un giornalista del TG3 e parla di persecuzione nei confronti di Berlusconi anzichè di Craxi, correggendosi immediatamente.
Riflessi condizionati….


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    No Telecom

    Un coglioneQuando gli imprenditori o lo stato non riescono ad imporre la propria filosofia di mondo del lavoro si interviene con le forze dell’ordine o con la vigilanza privata (Vedi caso Eutelia) che, a loro modo, deve provvedere a riportare l’ordine costituito in pochi minuti e sgomberare le aziende indebitamente occupate dagli infedeli del precariato.
    Per fortuna, Polizia e Carabinieri sono più intelligenti della media generale dei nostri ministri, e non hanno alimentato ulteriori tensioni.
    Tornando indietro negli anni in una sorta di “slow motion”, prima della Legge Biagi, mi sembrava di aver udito una proposta di legge dell’allora Ministro del Welfare Maroni che sospendeva l’art. 18, in via sperimentale, per i neoassunti che avessero fatto superare la soglia dei 15 dipendenti alle aziende. Sempre la stessa maggioranza esaltava la legge ispirata a Biagi (in realtà copiata solo per la parte della precarietà e ignorata per ciò che riguarda quella degli ammortizzatori sociali), indicandola come portatrice di lavoro e sviluppo, affermando che “chi è contro questa legge, tifa per i terroristi che hanno ucciso Biagi”.
    Arriviamo ai giorni nostri. Mentre i lavoratori congelano sui tetti e la Cassa Integrazione è decuplicata, il nostro governo afferma che, grazie al sistema di tutele previsto dalle nostre leggi (leggasi art. 18 e ammortizzatori sociali), l’Italia e gli italiani supereranno la crisi meglio degli altri.
    E a chi dobbiamo questo sistema di tutele? A Maroni, Sacconi, Biagi, Brunetta? O a un certo Giacomo Brodolini, sindacalista e socialista, cui dobbiano lo Statuto dei Lavoratori che tanta indignazione ha suscitato nell’”i-pod nano” Ministro della P.A., perchè sconosciuto allo staff della Bignardi?
    Tuttavia i sindacati nazionali, quelli ammessi alle trattative con Confindustra e con i Ministeri, sia che si parli di Ispra, che di aziende esternalizzare che lavorano per lo stato, come Eutelia, non hanno una posizione ufficiale sulla precarietà, non solo perchè hanno ignorato per diversi anni il problema ma anche perchè estremamente e colpevolmente ignoranti della materia.
    Non si sono accorti che oltre alle “tute blu” crescevano mille tipologie di lavoro atipico e con essi una palude di aziende, azienducole, aziendine che nulla hanno a che fare con il mondo delle piccole imprese che sostengono il tessuto produttivo, ma che come moderne “ichneumon”, svuotano le casse dello stato per servizi che erogano, ignorando le più elementari leggi del diritto del lavoro.
    Ce ne sono in tutti i Ministeri, spesso sono fondamentali, quasi sempre sono ignorati da tutti, anche dai cosiddetti sindacati nazionali.
    Se poi, arriva anche Brunetta che vorrebbe che l’articolo 1 della Costituzione fosse: “L’Italia è una Repubblica fondata sul mercato, la concorrenza e il merito” eliminando completamente la parola lavoro e lavoratori e i sindacati si trincerano nel più bieco mutismo, allora vuol dire che dobbiamo cominciare, seriamente, a preoccuparci.

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