Archivio di maggio 2008

Tenetevi questo calcio…

Lettera aperta al Direttore del “Corriere dello Sport”, Alessandro Vocalelli

VocalelliEgregio Direttore,
Mi chiamo Fausto Mamberti e sono un tifoso interista, letteralmente schifato dalla sua linea editoriale, uno dei tanti esempi di aberrante faziosità che caratterizza il 90% della stampa, prevalentemente antiinterista.
Un quotidiano dovrebbe contraddistinguersi per la sua assoluta equità, ambire a raggiungere la più vasta platea di tifosi, ma come nelle migliori tradizioni del giornalismo fazioso, si mira di più agli interessi di parte, che all’equidistanza fra le tifoserie.
A lei non importa di essere letto dagli interisti, la sua maggiore soddisfazione è gridare al complotto, dare spazio ai tifosi delle squadre avversarie, per poi pascersi soddisfatto e irridente della rabbia dei tifosi nerazzurri.
Allora l’accontenterò e le racconterò per filo e per segno cosa succederà Domenica 18 Maggio 2008: L’Inter pareggerà a Parma e la Roma vincerà a Catania. Oltre alla logica e legittima esultanza dei tifosi giallorossi (le feste belle e colorate sono una gioia anche per me), assisteremo al “vomitorium” del forum internet del vostro sito dove sarete pieni di “AH, AH, AH, AH”, “UAH UAH” o “ridicoli”, “intertristi” e altre amenità di cui sarete estremamente felici.
Il sottoscritto, sempre per la vostra felicità, schiumerà dalla rabbia poco importa se nessuno di voi condannerà che ci sia gente ancora capace nel 2000 di ridere in faccia a gente che piange, questo è quello che vuole l’Italia calcistica, questo è il football che ci meritiamo.
Le confido solo una cosa, Direttore: una speranzella, anch’io ce l’ho.
Visto che uno dei vostri “refrain” preferiti è che l’”Inter non ha italiani”, anch’io ho un sogno: il 13 Giugno esulterò assieme ai rumeni, quando Chivu e Mutu ci sbatteranno fuori dagli europei, almeno risarciremo un popolo che è stato insultato più volte per fatti di cronaca che coinvolgevano l’0,01% di loro.
E non esulterò perchè questa cosa mi piaccia, ma perchè è così che voi volete questo calcio.

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  • “Amaro” far nulla…

    Esiste una sorta di limite della tolleranza che si esplica nella volontà di gesti folli quali prendere a testate, letteralmente, i muri.
    E più il tuo stato d’animo è insofferente, più cresce quest’assurda voglia di sfogo, quasi che fosse un gesto liberatorio di un fastidio che sai che, comunque, è quotidiano,
    La cosa più assurda è che le provi tutte per cercare di scacciare la frustrazione di un momento professionale, particolarmente, buio, magari cercando di concentrare la tua attenzione su un buon libro, su un articolo di giornale, su un particolare programma informatico.
    Ma niente da fare, quando il tuo lavoro, Sabati compresi, consiste nell’attendere che qualcuno abbia bisogno della tua professionalità nell’ufficio periferico più sperduto della tua zona, non puoi far altro che attendere, nervosamente, che arrivi l’ora di tornare a casa, perchè sai benissimo che di te non avranno bisogno, se non per piccoli e semplici interventi limitati nel tempo.
    Esistono lavoratori che sono impermeabili a tutto, sarebbero capaci di stare a far niente per 24 ore al giorno.
    Io no, non ce la faccio, la mia giornata lavorativa dev’essere piena, stare con le mani in mano non è nel mio DNA.
    E so benissimo che sotto la finta parvenza di rassicuratore con la quale vuol farmi credere che non c’è nulla di personale avverso la mia situazione lavorativa, anzi che mi si vuole mettere in una situazione “più tranquilla”, qualcuno sopra di me gode tantissimo.

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