16 set
La situazione dei sistemisti A.T.U. (Assistenza Tecnica Unificata) torna ad essere drammatica, dopo la dichiarazione d’intenti di Clemente Mastella, Ministro della Giustizia, e del capo della D.G.S.I.A. Sergio Brescia, di tagliare drasticamente l’utilizzo di risorse esterne all’amministrazione, cosa per altro di prossima attuazione con l’avvio del contratto S.P.C. (Servizio di Pubblica Connetività) che prevede l’utilizzo degli informatici già esistenti nel comparto pubblico, (quindi non solo per il Ministero della Giustizia), con affiancamento dell’assistenza esterna solo nella fase di partenza.
Nonostante 1000 famiglie rischino di essere messe alle strette, chi decide per noi, non si è per nulla preoccupato di una nostra ricollocazione o di un’acquisizione della nostra professionalità di sicuro interesse per la collettività e pretende che da soli ci si firmi la nostra condanna a morte, facendoci, persino, puntare la pistola alla tempia, attraverso l’obbligo di effettuare la migrazione dei sistemi informatici dalle realtà locali a quelle più centralizzate, come le Corti d’Appello.
Per questo motivo, i sistemisti di Campania e Molise, già in forte crisi causa il taglio dei loro stipendi e la chiusura della loro azienda e la cessione del ramo ad una subentrante e alla luce delle problematiche lavorative che dopo anni di incertezze continuano a persistere immutate e che non trovano riscontro alcuno da parte delle istituzioni e degli organi competenti, sono costretti a dichiarare lo stato di agitazione con azione di sciopero da lunedi’ 17 settembre 2007.
Non si esclude che, anche i sistemisti di altre regioni possano fare altrettanto.
13 set
Ricevo e pubblico un commento di Roberto Santi al post Lettera aperta al Ministro della Giustizia Sen. Clemente Mastella, perchè lo ritengo un utile elemento di dibattito, sul modo di fare politica e comunicazione.
Ringrazio Roberto Santi per l’attenzione rivolta al problema degli informatici ATU.
“Onorevole Mastella,
Le chiedo perdono se trovo l’ardire di scriverle come voce fuori dal coro unanime di coloro che, appoggiando le lamentele della Procura della mia Città, le solleciteranno un intervento per potenziare gli uffici giudiziari “allo sbando” per carenze di vario tipo.
Le scrivo per conto di numerosissimi Cittadini ai quali, pur non avendo la temerarietà di dichiararlo apertamente, non sta per nulla a cuore la Giustizia in questo Paese.
Sono maggioranza, mi creda… Sarebbe un pessimo affare elettorale un suo intervento teso a far funzionare la Giustizia.
Oddio, in tempi di “tolleranza zero” e di roboanti “battaglie per la legalità” che nel tripudio di dichiarazioni moraleggianti e di contrite battute al petto etico si propongono il non esaltante obiettivo di togliersi dai semafori (si chiamano così???) i lavavetri, occorre mettersi d’accordo.
Sa, coloro che oggi io mi permetto di rappresentare sono i tantissimi terrorizzati dall’idea che si possa arrivare veramente ad un Paese a “tolleranza zero”.
Perché si comincia con i lavavetri e non si sa dove si va a finire. Metti che arriva quello che si mette in testa di arrestare i ladri, tutti… non solo quelli di merendine, ma anche quelli che gonfiano i costi dei lavori pubblici per portare soldi a se stessi e al proprio Partito, e da lì i corrotti e poi i corruttori, e poi chi evade le tasse, e poi chi assume dirigenti senza titoli o solo per fare un favore e certifica falsi invalidi. E magari poi si arriva a chi pretende di limare veramente i costi della politica e prima o poi ti nasce anche un Partito con l’idea di riproporre la “questione morale”, fortunatamente sepolta definitivamente nel corso degli ultimi trent’anni con la salma di Berlinguer (Enrico, voglio dire).
Insomma non vorremmo che di zero in zero in fatto di tolleranza si arrivasse prima o poi alla balzana idea, finora fortunatamente nella testa di pochi esagitati ben contenibili e controllabili, di un Paese dove l’illegalità non paghi più… Il disastro! Magari ci troviamo anche la Gabanelli a dirigere il TG1 e il Gabibbo Canale 5… E le Jene a formare la Giunta di una qualche grande Città…
Suvvia, Onorevole Ministro: Lei ha senz’altro letto il bel libro di Davide Giacalone “Malagiustizia”, pubblicato da “Libero” con la prefazione di Vittorio Feltri e Renato Brunetta. Si consigli con loro. Dicono che siamo il Paese al Mondo che nella Giustizia investe più denari. Non è vero che mancano i soldi. E’ da vedere come si spendono… (non mi prenda alla lettera, la prego).
Lasci quindi perdere. Non potenzi nessun ufficio giudiziario. Non ci conviene: soldi buttati…
Un deferente saluto.
Sestri Levante, 10 settembre 2007
Roberto Santi