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Berluscloni


No Telecom

Un coglioneQuando gli imprenditori o lo stato non riescono ad imporre la propria filosofia di mondo del lavoro si interviene con le forze dell’ordine o con la vigilanza privata (Vedi caso Eutelia) che, a loro modo, deve provvedere a riportare l’ordine costituito in pochi minuti e sgomberare le aziende indebitamente occupate dagli infedeli del precariato.
Per fortuna, Polizia e Carabinieri sono più intelligenti della media generale dei nostri ministri, e non hanno alimentato ulteriori tensioni.
Tornando indietro negli anni in una sorta di “slow motion”, prima della Legge Biagi, mi sembrava di aver udito una proposta di legge dell’allora Ministro del Welfare Maroni che sospendeva l’art. 18, in via sperimentale, per i neoassunti che avessero fatto superare la soglia dei 15 dipendenti alle aziende. Sempre la stessa maggioranza esaltava la legge ispirata a Biagi (in realtà copiata solo per la parte della precarietà e ignorata per ciò che riguarda quella degli ammortizzatori sociali), indicandola come portatrice di lavoro e sviluppo, affermando che “chi è contro questa legge, tifa per i terroristi che hanno ucciso Biagi”.
Arriviamo ai giorni nostri. Mentre i lavoratori congelano sui tetti e la Cassa Integrazione è decuplicata, il nostro governo afferma che, grazie al sistema di tutele previsto dalle nostre leggi (leggasi art. 18 e ammortizzatori sociali), l’Italia e gli italiani supereranno la crisi meglio degli altri.
E a chi dobbiamo questo sistema di tutele? A Maroni, Sacconi, Biagi, Brunetta? O a un certo Giacomo Brodolini, sindacalista e socialista, cui dobbiano lo Statuto dei Lavoratori che tanta indignazione ha suscitato nell’”i-pod nano” Ministro della P.A., perchè sconosciuto allo staff della Bignardi?
Tuttavia i sindacati nazionali, quelli ammessi alle trattative con Confindustra e con i Ministeri, sia che si parli di Ispra, che di aziende esternalizzare che lavorano per lo stato, come Eutelia, non hanno una posizione ufficiale sulla precarietà, non solo perchè hanno ignorato per diversi anni il problema ma anche perchè estremamente e colpevolmente ignoranti della materia.
Non si sono accorti che oltre alle “tute blu” crescevano mille tipologie di lavoro atipico e con essi una palude di aziende, azienducole, aziendine che nulla hanno a che fare con il mondo delle piccole imprese che sostengono il tessuto produttivo, ma che come moderne “ichneumon”, svuotano le casse dello stato per servizi che erogano, ignorando le più elementari leggi del diritto del lavoro.
Ce ne sono in tutti i Ministeri, spesso sono fondamentali, quasi sempre sono ignorati da tutti, anche dai cosiddetti sindacati nazionali.
Se poi, arriva anche Brunetta che vorrebbe che l’articolo 1 della Costituzione fosse: “L’Italia è una Repubblica fondata sul mercato, la concorrenza e il merito” eliminando completamente la parola lavoro e lavoratori e i sindacati si trincerano nel più bieco mutismo, allora vuol dire che dobbiamo cominciare, seriamente, a preoccuparci.

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  • Si Salvi chi può…

    Intervista del primo “vicegabibbo” di “Striscia la Notizia”.
    Un affettuoso saluto ai tre colleghi che ci hanno messo la faccia.


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  • Come il ragionier Fantozzi…

    Sentirsi come il ragionier Fantozzi, svolgere il proprio lavoro, farlo anche per gli altri ed essere trattato da “assenteista”.
    Non so voi, ma io in questo spezzone di film, mi ci ritrovo. Buona Visione

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  • EurostarE’ di ieri la notizia che un dipendente delle ferrovie dello stato (scritto volutamente in minuscolo…), dopo aver denunciato per la seconda volta la mancanza del rispetto delle norme di sicurezza da parte dell’azienda, è stato messo alla porta dal prossimo beneficiario di una liquidazione milionaria, l’A.D. Mario Moretti.
    Strano destino questo degli A.D., sperperatori di denaro pubblico per progetti economicamente gonfiati ad arte per poterci lucrare, e, non paghi, pretenziosi di una buonauscita munifica da parte di queste catapecchie parastatali.
    Loro gli A.D. non si possono mai licenziare, urlatori di “repressione della libertà d’impresa” quando gli si fa notare di aver disastrato la propria società, ma capitani “poco coraggiosi” quando si tratta di abbandonare la nave.
    Via il tesoro con tutto il forziere, conviene, è indolore e non sei, neanche obbligato a timbrare 8 ore e mezza al giorno, sei un quadro, il badge “mordacchia” che controlla il tuo rendimento a loro non spetta.
    Possono giocare a tennis alle 10 del mattino, prendere l’aperitivo alle 12, pranzare alle 14 e folleggiare fino a tarda notte, alla faccia di chi per risparmiare qualche minuto per prendere, tra l’altro, uno dei tanti treni in ritardo dell’azienducola, bara sulla timbratura e viene bollato come “fannullone e traditore della fiducia”……. loro.
    Gli A.D. no, loro non tradiscono la fiducia di nessuno, liberi di poter maneggiare e sperperare soldi pubblici, senza nessun preavviso di licenziamento, senza “distorcere la verità”, badate mai “dire cose false”, ma cose “contrarie al vero”.
    Il dipendente, nei loro confronti, è sempre “disinformante”, “poco costruttivo” e “sempre critico”, tanto se muore a 8000 gradi, poi la sua famiglia farà sempre “show mediatico” per ingraziarsi l’opinione pubblica (ricordate la prima difesa della Thyssen?).
    E in mezzo a questi bamboccioni dell’economia italiana, noi, costantemente frustrati, con un futuro e un’esistenza in bilico.

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  • Vacanze e “media”

    Fausto a MadhiaConfuso… confuso dalla notizia del ritrovamento del corpo di Federica Squarise a Lloret de Mar, morta per mano di un balordo uruguaiano.
    Confuso ma schifato dall’orripilante tam tam diffamatorio dei media italiani sulla “movida” della Costa Brava.
    Credo che in una circostanza così drammatica non si dovrebbe, minimamente speculare sulla tragica morte di una giovane, per fare del terrorismo psicologico sulla gente, in modo da poter pubblicizzare il turismo italiano, in forte calo, ma i nostri mezzi di informazioni, ben foraggiati dalle nostre immarcescibili vecchie volpi dell’economia italiana, ci sono riusciti.
    Llloret de Mar, Playa de Aro, Calella, ho ancora in mente 8 giorni frenetici ed inebrianti, 15 anni fa, quasi un’eternità, dove divertimento, allegria e gioia di vivere si coniugavano perfettamente con il prezzo di una vacanza abbordabile.
    La Spagna ci ha surclassato, nel calcio come nel tennis, nell’organizzazione, nel mondo del lavoro, nella cortesia e nella tolleranza del prossimo.
    Non meno di qualche giorno fa, vi ho raccontato del ritorno a Ibiza, dove ho trovato tutto uguale, l’allegria del “Pacha” e del “KM 5″ e i deliziosi calli dell’”isola del Geco”.
    Ma andare in vacanza all’estero è pericoloso:
    A Sharm, no scherzi, salti in aria o fai un’incidente in pullman!!! In Tunisia, no, vorrai mica essere preda dei beduini!! In Spagna, poi, rischi di essere sgozzato da qualche balordo delle ramblas…
    Ok, ho deciso, rinuncio alla mia vacanza a Tabarka (Tunisia), e mi getto nelle limpide acque del litorale romano o della Costa Smeralda.
    Sai che chic, morire speronati da Kim Rossi Stuart o impallinato da Vittorio Emanuele di Savoia da uno yacht? Vuoi mettere?

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